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Cavo H1Z2Z2-K vs FG21M21: differenze, vantaggi e quale scegliere per il tuo impianto fotovoltaico

Cavo H1Z2Z2

Scegliere il cavo giusto per un impianto fotovoltaico è una decisione tecnica con importanti ricadute su sicurezza, durata e conformità normativa. Tra i cavi più utilizzati nel settore FV troviamo il H1Z2Z2-K, progettato specificamente per applicazioni solari secondo la norma EN 50618, e il FG21M21, cavo polivalente di tradizione italiana. Questa guida confronta le due soluzioni analizzando specifiche tecniche, ambiti di impiego e criteri di scelta, per aiutarti a individuare la soluzione ottimale per il tuo impianto.

Cos’è il cavo H1Z2Z2-K: caratteristiche e certificazioni

Il cavo H1Z2Z2-K è il cavo solare di riferimento per gli impianti fotovoltaici in Europa. La sua denominazione è codificata dalla norma EN 50618 (recepita a livello internazionale come IEC 62930) e descrive in modo preciso la struttura costruttiva: conduttore in rame stagnato a corda fine (Classe 5 secondo IEC 60228), doppio strato di isolamento in XLPE reticolato ad alta temperatura e guaina esterna in poliolefina LSOH (Low Smoke Zero Halogen).

Le caratteristiche principali che rendono questo cavo ideale per il fotovoltaico sono:

  • tensione nominale di 1.500 V DC (con picchi ammessi fino a 1.800 V DC), compatibile con i moderni inverter e stringhe di grande potenza;
  • resistenza UV certificata secondo EN 50618, fondamentale per installazioni all’aperto esposte alla radiazione solare per 25-30 anni;
  • doppio isolamento (Classe II), che elimina la necessità di una messa a terra del cavo e aumenta la sicurezza contro i guasti a terra;
  • intervallo di temperatura operativa da -40°C a +90°C, adatto a climi estremi sia nordici che mediterranei;
  • Conformità alla Regulation on Construction Products (CPR) con classificazione Cca o Eca a seconda della versione.

Dal punto di vista delle certificazioni, i principali produttori europei come Prysmian (FG Solar), Lapp (ÖLFLEX SOLAR) e Cabur distribuiscono versioni H1Z2Z2-K conformi sia a EN 50618 che a IEC 62930, con marcatura TÜV e spesso anche MC4-compatibili per la connessione diretta ai moduli. Il CEI 20-91 italiano recepisce le prescrizioni europee per questi cavi nei sistemi FV.

Cos’è il cavo FG21M21: specifiche tecniche

Il cavo FG21M21 è un cavo di energia unipolare con isolamento in polietilene reticolato (XLPE, da cui la sigla “21” nel nome) e guaina esterna in PVC o mescola termoplastica, classificato secondo la norma CEI 20-13 / HD 603. È un cavo tradizionalmente impiegato negli impianti elettrici in bassa tensione italiani, in applicazioni sia in corrente alternata che continua.

Le specifiche tecniche principali del FG21M21 sono:

  • tensione nominale U0/U pari a 0,6/1 kV AC, con possibilità di utilizzo fino a 1.500 V DC in alcune versioni dedicate;
  • conduttore in rame rosso ricotto o stagnato, in configurazione rigida (Classe 2) o flessibile (Classe 5);
  • isolamento in XLPE con temperatura massima del conduttore di +90°C in regime continuativo;
  • guaina in PVC, con buona resistenza meccanica ma limitata resistenza ai raggi UV rispetto ai cavi specifici per FV;
  • temperatura minima di posa di -30°C, inferiore rispetto all’H1Z2Z2-K.

Il FG21M21 è particolarmente diffuso nel mercato italiano grazie al suo costo contenuto e alla reperibilità capillare. Tuttavia, non è stato progettato specificamente per applicazioni fotovoltaiche: la resistenza UV della guaina PVC standard è inferiore a quella del cavo solare, e il singolo isolamento comporta limitazioni in termini di sicurezza nelle installazioni DC di stringa. Alcune versioni FG21M21 con guaina LSOH migliorano le prestazioni al fuoco, ma rimangono lontane dalle specifiche dell’H1Z2Z2-K per uso FV prolungato all’esterno.

H1Z2Z2-K vs FG21M21: tabella comparativa completa

La tabella seguente riassume le principali differenze tecniche tra i due cavi per consentire una valutazione immediata:

CaratteristicaH1Z2Z2-KFG21M21
Norma di riferimentoEN 50618 / IEC 62930CEI 20-13 / HD 603
Tensione nominale1.500 V DC / 1.800 V DC1.000 V AC / 1.500 V DC
Temperatura operativa-40°C / +90°C-30°C / +70°C
Resistenza UVCertificata (EN 50618)Limitata (non specifica)
Doppio isolamentoSì (classe II)No (singolo)
Guaina esternaEVA / XLPE + poliolefinePVC o XLPE
Impiego tipicoStringa FV, DC lato campoBT AC, DC generico
Halogen-freeDipende dalla versione
Resistenza al fuocoAlta (CPR)Media
FlessibilitàAlta (corda fine Classe 5)Media (Classe 2/5)
Costo indicativoPiù elevatoInferiore

Come emerge dal confronto, l’H1Z2Z2-K è superiore in quasi tutti i parametri rilevanti per l’uso fotovoltaico esterno, mentre il FG21M21 mantiene un vantaggio competitivo sul costo e sulla disponibilità per applicazioni generali.

Quando usare H1Z2Z2-K e quando FG21M21

La scelta tra i due cavi dipende principalmente dalla zona di installazione e dalle condizioni ambientali previste per la vita utile dell’impianto.

Usare H1Z2Z2-K quando:

  • L’installazione prevede percorso all’aperto, su tetto, su pensilina o su struttura a terra, con esposizione diretta alla luce solare e agli agenti atmosferici.
  • Si lavora con sistemi DC a tensione superiore a 1.000 V (tipico negli impianti da 20 kWp in su con inverter di stringa moderni).
  • La normativa richiede la conformità alla EN 50618 / IEC 62930, come indicato dalla CEI 64-8 e dalle linee guida GSE per gli impianti incentivati.
  • Si vuole garantire una durata minima di 25-30 anni senza sostituzione del cablaggio di stringa.
  • L’impianto è classificato in zona ad alta rischio incendio (es. tetti di edifici residenziali) dove è richiesta la classe CPR Cca.

L’uso di FG21M21 è invece consigliabile quando:

  • Il percorso del cavo è prevalentemente in tubazione protetta, all’interno dell’edificio o in cavidotti interrati, con nessuna o minima esposizione UV diretta.
  • Si tratta del tratto AC tra inverter e quadro di distribuzione, dove le specifiche del cavo solare non sono necessarie.
  • Il budget è un vincolo primario e il cavo sarà installato in condizioni ambientali controllate.
  • Si effettua la connessione in bassa tensione alternata tra il quadro inverter e il punto di consegna alla rete.

H1Z2Z2-K lato DC di campo (dalla stringa all’inverter), FG21M21 accettabile lato AC o in ambienti protetti.

Cavo bipolare o unipolare: quale per il fotovoltaico?

Sia l’H1Z2Z2-K che il FG21M21 esistono in versione unipolare (un solo conduttore per cavo) e, in alcuni casi, bipolare (due conduttori nella stessa guaina). Per il fotovoltaico, la norma EN 50618 contempla entrambe le configurazioni, ma la scelta ha implicazioni pratiche importanti.

  • Cavo unipolare: è la soluzione più diffusa nei grandi impianti. Permette di instradare separatamente il polo positivo (+) e il polo negativo (–) su percorsi fisicamente distinti, riducendo il rischio di doppio guasto e semplificando l’identificazione dei conduttori (rosso per +, nero o blu per –). È favorito nelle installazioni professionali e negli impianti a stringa multipla.
  • Cavo bipolare (o gemellare): racchiude entrambi i poli in un’unica guaina. Riduce il numero di cavi da gestire e facilita l’installazione in impianti residenziali di piccola taglia. Tuttavia, in caso di guasto a terra su un polo, la tensione sull’altro rimane attiva, rendendo più complessa la ricerca del guasto. È sconsigliato in sistemi con potenze elevate o percorsi lunghi.

Per gli impianti residenziali fino a 10-20 kWp, entrambe le configurazioni sono accettabili; per impianti industriali e utility-scale, il cavo unipolare H1Z2Z2-K è la scelta standard dei progettisti elettrici.

Scheda tecnica cavo solare H1Z2Z2-K: dati essenziali

ParametroValore
NormaEN 50618 / IEC 62930
Tensione nominale U0/U1.500 V DC
Tensione max sistema1.800 V DC
Temperatura max conduttore+90°C (regime) / +120°C (cortocircuito)
Temperatura min posa-40°C
Sezioni disponibili4, 6, 10, 16, 25, 35 mm²
ConduttoreCu stagnato, Classe 5 (IEC 60228)
IsolamentoXLPE reticolato (HI-NOX)
GuainaPoliolefina LSOH halogen-free
Colori disponibiliRosso (+), Nero (–), Bianco
Raggi di curvatura min.4× diametro esterno
Marcatura CPRCca / Eca

Nota: i valori di portata in corrente (es. 50 A per 6 mm² a 40°C in aria libera) variano in funzione del metodo di posa, della temperatura ambiente e del numero di cavi in fascio. Fare sempre riferimento alle tabelle CEI UNEL 35024 e alle schede tecniche del produttore per il dimensionamento corretto.

Elmax Web, il tuo riferimento per l’impiantistica fotovoltaica

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FAQ – Domande Frequenti sui cavi per fotovoltaico

Posso usare un cavo FG21M21 al posto dell’H1Z2Z2-K nelle stringhe FV?

Tecnicamente è possibile in installazioni protette, ma non è raccomandato per i percorsi esposti all’esterno. Il FG21M21 non è certificato EN 50618 e la sua guaina in PVC standard non garantisce la stessa resistenza UV dell’H1Z2Z2-K. In caso di ispezione da parte del GSE o del distributore di rete, l’uso di cavi non conformi alla norma di riferimento può comportare il mancato riconoscimento degli incentivi o la richiesta di adeguamento dell’impianto. Per la massima sicurezza e conformità normativa, usa sempre H1Z2Z2-K nel tratto DC di stringa.

Qual è la differenza tra EN 50618 e IEC 62930?

Le due norme sono sostanzialmente equivalenti: IEC 62930 è la versione internazionale della EN 50618 europea, elaborata in collaborazione tra CENELEC e IEC per armonizzare i requisiti a livello globale. Entrambe definiscono i requisiti costruttivi, elettrici, meccanici e ambientali per i cavi destinati ai sistemi fotovoltaici. In Italia, la norma applicabile è la EN 50618 recepita dal CEI (pubblicata come CEI EN 50618), che si allinea perfettamente alla IEC 62930. Un cavo marcato secondo una delle due norme è considerato conforme anche all’altra.

Quanti anni dura un cavo H1Z2Z2-K in un impianto fotovoltaico?

I cavi H1Z2Z2-K certificati EN 50618 sono progettati per una durata minima di 25 anni in condizioni di utilizzo standard (temperatura, irraggiamento UV e cicli termici tipici di un’installazione in Europa meridionale). Alcuni produttori come Prysmian dichiarano durate fino a 30 anni nei test di invecchiamento accelerato. La longevità effettiva dipende dalle condizioni di posa: un cavo lasciato in fascio serrato sotto lamiera surriscaldata si degrada più rapidamente rispetto a uno installato correttamente con adeguata distanziazione e ventilazione.

Il cavo H1Z2Z2-K deve essere messo a terra?

No. Grazie al doppio isolamento (classificazione Classe II secondo IEC 60664), il cavo H1Z2Z2-K non richiede la messa a terra del conduttore di protezione sul percorso del cavo stesso. Questa caratteristica è fondamentale per la sicurezza degli impianti fotovoltaici, dove la tensione DC di stringa può superare i 1.000 V e dove un guasto di isolamento potrebbe essere pericoloso senza doppia barriera dielettrica. La messa a terra della struttura portante (es. guide metalliche) resta comunque obbligatoria secondo la CEI 64-8.

Come verifico che un cavo H1Z2Z2-K sia conforme alla norma EN 50618?

La conformità alla EN 50618 deve essere verificata attraverso tre elementi: la marcatura stampigliata sulla guaina del cavo (deve riportare la dicitura H1Z2Z2-K e il riferimento alla norma EN 50618 o IEC 62930), la documentazione di prova rilasciata da un laboratorio accreditato (come TÜV Rheinland o IMQ), e la scheda tecnica del produttore con i valori dichiarati per tensione, temperatura e resistenza UV. Diffida di cavi venduti come ‘tipo solare’ che non riportano chiaramente la norma di riferimento: sono spesso cavi standard con guaina colorata in rosso o nero, privi delle reali prestazioni richieste per il fotovoltaico.

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Guida al dimensionamento dei cavi fotovoltaici: quale sezione scegliere per impianti da 3, 6 e 10 kW

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La scelta del dimensionamento dei cavi fotovoltaici è un passaggio cruciale, spesso sottovalutato, nella progettazione di un impianto solare. Non si tratta solo di garantire il passaggio della corrente, ma di ottimizzare l’efficienza globale, ridurre le perdite di energia per calore e assicurare la longevità dell’intero sistema.

Una scelta errata della sezione può compromettere il ritorno economico dell’investimento. Vediamo insieme come selezionare la sezione ideale per impianti da 3, 6 e 10 kW, fornendo tabelle di riferimento e consigli tecnici.

Perché la sezione del cavo è fondamentale per le prestazioni dell’impianto

In un impianto fotovoltaico, i cavi agiscono come le “arterie” che trasportano l’energia prodotta dai moduli verso l’inverter e, successivamente, verso la rete domestica o le batterie. La scelta della sezione non è arbitraria, ma risponde a precise leggi fisiche e normative (come la norma CEI 64-8).

Il fattore principale da considerare è la caduta di tensione (ΔV). Ogni conduttore oppone una resistenza al passaggio della corrente; se il cavo è troppo sottile o troppo lungo, una parte dell’energia prodotta si disperde sotto forma di calore (effetto Joule).

In ambito fotovoltaico, si punta a mantenere la caduta di tensione al di sotto dell’1-2% per la parte in corrente continua (DC). Una caduta eccessiva non solo riduce la resa, ma può causare lo spegnimento improvviso dell’inverter per “sovratensione” lato AC o per letture errate dei parametri lato DC.

Inoltre, la sicurezza è prioritaria. Un cavo sottodimensionato tende a surriscaldarsi, accelerando il degrado dell’isolamento e aumentando il rischio di incendi o archi elettrici, particolarmente pericolosi nei circuiti in corrente continua ad alto voltaggio.

Tabella sezione cavi per impianti fotovoltaici 3 kW

L’impianto da 3 kW è il classico standard residenziale italiano. Solitamente è composto da un unico string (serie di pannelli) con una tensione che varia tra i 300V e i 450V DC.

Lunghezza Tratta (m)Sezione Consigliata (mm²)
Caduta di Tensione Stimata
Note
Fino a 20m4 mm²< 1%Standard ottimale per la maggior parte delle installazioni.
Da 20m a 40m6 mm²~ 1.2%Necessario per minimizzare le perdite su tratte lunghe.
Oltre 50m10 mm²< 1.5%Consigliato se l’inverter è molto distante dal campo fotovoltaico.

Per un impianto da 3 kW, il cavo da 4 mm² è solitamente sufficiente se la distanza tra pannelli e inverter è contenuta. Tuttavia, passare al 6 mm² è una scelta lungimirante che garantisce una maggiore efficienza nel tempo.

Tabella sezione cavi per impianti fotovoltaici 6 kW

Con un impianto da 6 kW, la corrente (Ampere) in gioco aumenta, specialmente se i pannelli sono configurati in due stringhe parallele. In questo caso, il calore generato nei cavi è più significativo.

Lunghezza Tratta (m)Sezione Consigliata (mm²)
Caduta di Tensione Stimata
Note
Fino a 15m4 mm²~ 1.1%Accettabile solo per tratte molto brevi.
Da 15m a 35m6 mm²< 1.3%La scelta standard per impianti da 6 kW.
Oltre 40m10 mm²~ 1.5%Indispensabile per mantenere l’efficienza su distanze medie.

In un sistema da 6 kW, l’utilizzo di cavi da 6 mm² è considerato il “gold standard”. Assicura che la resistenza sia mantenuta bassa anche durante i picchi di produzione estiva.

Tabella sezione cavi per impianti fotovoltaici 10 kW

Gli impianti da 10 kW, spesso trifase, gestiscono potenze considerevoli. Qui la gestione delle stringhe diventa più complessa e la sezione dei cavi deve essere valutata con estrema attenzione.

Lunghezza Tratta (m)Sezione Consigliata (mm²)
Caduta di Tensione Stimata
Note
Fino a 25m6 mm²~ 1.2%Minimo sindacale per impianti di questa taglia.
Da 25m a 50m10 mm²< 1.4%Raccomandato per la stabilità del sistema.
Oltre 60m16 mm²~ 1.5%Necessario per grandi coperture o installazioni a terra.

Per 10 kW, si consiglia vivamente di non scendere mai sotto i 6 mm², preferendo il 10 mm² se la tratta supera i 25-30 metri, per evitare che l’inverter lavori fuori dai parametri ottimali.

Come calcolare la sezione corretta: formula e fattori chiave

Il calcolo della sezione $S$ (in $mm^2$) si basa sulla formula della caduta di tensione per la corrente continua:

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Dove:

  • L: lunghezza del cavo (sola andata) in metri.
  • I: corrente massima della stringa ($I_{mpp}$) in Ampere.
  • P(Rho): resistività del materiale
  • ΔV: caduta di tensione massima ammessa in Volt (es. 1% della tensione nominale di stringa).

Fattori Chiave:

  1. Temperatura: i cavi solari sono spesso esposti a temperature elevate sotto i moduli. Il calore aumenta la resistenza, quindi è bene sovradimensionare leggermente.
  2. Tipologia di posa: cavi in canalina o interrati hanno capacità di dissipazione termica differenti.
  3. Certificazione: utilizzare esclusivamente cavi certificati EN 50618 (tipo H1Z2Z2-K), progettati per resistere ai raggi UV e alle intemperie per 25 anni.

Errori comuni nel dimensionamento dei cavi solari

  1. Usare cavi elettrici standard: mai utilizzare cavi per impianti elettrici civili (tipo FS17) all’esterno. I cavi fotovoltaici devono essere resistenti ai raggi UV e avere un doppio isolamento rinforzato.
  2. Ignorare la lunghezza totale: spesso si considera solo la distanza in linea d’aria, dimenticando le curve e le discese nei passacavi. Ogni metro aggiunge resistenza.
  3. Sottovalutare la parte AC: molti si concentrano solo sui cavi DC, ma il collegamento tra Inverter e Quadro Elettrico (AC) è altrettanto critico. Una sezione insufficiente qui può causare continui distacchi dell’inverter dalla rete.
  4. Connessioni scarse: utilizzare connettori MC4 di bassa qualità o crimpature artigianali annulla i benefici di un buon cavo, creando punti caldi pericolosi.

Per chi cerca componenti di alta qualità e supporto tecnico specializzato, noi di Elmax Web siamo un punto di riferimento nel settore del materiale elettrico e fotovoltaico. Fondata con l’obiettivo di offrire soluzioni all’avanguardia, l’azienda si distingue per una selezione rigorosa dei prodotti e un’assistenza pre e post-vendita che guida il cliente verso la scelta più efficiente e sicura per il proprio impianto

FAQ – Domande frequenti sul dimensionamento dei cavi fotovoltaici

Posso usare un cavo da 4mm² per un impianto da 6kW?

Sì, ma solo se la distanza tra stringhe e inverter è molto breve (sotto i 10-12 metri). Oltre questa lunghezza, le perdite energetiche diventano significative, riducendo la produzione annuale. È sempre preferibile investire pochi euro in più per una sezione da 6mm².

Qual è la differenza tra cavo rosso e cavo nero nel fotovoltaico?

Tecnicamente nessuna: le proprietà conduttive e di isolamento sono identiche. La distinzione cromatica serve esclusivamente all’installatore per identificare facilmente la polarità positiva (+) e negativa (-) del circuito in corrente continua, evitando pericolosi cortocircuiti durante il collegamento all’inverter o alle batterie.

Perché si parla spesso di caduta di tensione dell’1%?

L’1% è il limite consigliato per massimizzare il rendimento. Poiché un impianto fotovoltaico dura oltre 20 anni, una perdita costante del 3% dovuta a cavi sottili si traduce in migliaia di kWh persi nel tempo. L’obiettivo è trasferire quanta più energia possibile dai pannelli all’utilizzatore finale.

I cavi fotovoltaici possono essere interrati?

Sì, i cavi certificati H1Z2Z2-K sono progettati per la posa esterna e possono essere interrati, purché protetti da appositi corrugati o tubazioni pesanti. È fondamentale che non siano immersi costantemente in acqua e che la posa segua le normative locali per i cavi di potenza.

Come influisce la temperatura sul dimensionamento?

All’aumentare della temperatura, la resistenza del rame aumenta, peggiorando la caduta di tensione. Poiché i tetti in estate raggiungono temperature elevate, il dimensionamento deve tenere conto delle condizioni peggiori. Sovradimensionare la sezione aiuta a mantenere il cavo più fresco e l’impianto più efficiente durante i picchi termici.

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Salto Comelit: la videocitofonia in una sola app

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Sempre più dispositivi elettronici entrano a far parte della nostra vita quotidiana, e sempre più spesso assistiamo a collaborazioni tra aziende con l’obiettivo d’integrare prodotti e software di marchi diversi in modo da renderli più duttili e funzionali. È il caso di Salto e di Comelit, che hanno deciso di collaborare per la realizzazione di una piattaforma per la videocitofonia in grado di soddisfare ogni possibile esigenza da parte del cliente, anche in un edificio con molti condomini.

Salto Comelit

Un’installazione a prova di errore

Salto è un’azienda spagnola nata nel 2001 con l’obiettivo di realizzare un sistema globale di controllo degli accessi, a cui è stato dato il nome di Salto KS, efficiente, semplice da usare, da installare e da gestire. In questo contesto nasce la partnership con Comelit per l’integrazione con Salto KS dei videocitofoni Comelit. Il progetto ha preso forma alla fine del 2018 quando lo staff di Salto è venuto in Italia per discutere con gli esperti Comelit di tutte le azioni da intraprendere per integrare le funzioni di videocitofonia Comelit nell’app Salto KS. Per poter usare le interessanti modalità nate da questa collaborazione, è necessario dotarsi di una serratura Salto e di un citofono Comelit.

La prima cosa da fare è attivare il citofono Comelit dall’app Salto. Per farlo l’amministratore del condominio fornisce a ogni inquilino dei codici unici o degli specifici file. Per garantire la massima sicurezza possibile, ogni codice o file può essere usato una sola volta e attiva un singolo dispositivo Comelit. L’inquilino deve creare un account nell’app Salto e, tra i servizi KS, deve scegliere Comelit. Ora può attivare il dispositivo Comelit manualmente, tramite il codice in suo possesso, o automaticamente, caricando il file .mug che gli è stato fornito dall’amministratore. Il file configura lo specifico citofono Comelit installato senza che sia necessario alcun intervento da parte dell’inquilino, evitando input manuali e diminuendo il rischio di errori. A seguire, un tutorial mostra i vantaggi e le funzionalità del servizio Comelit KS.

Un videocitofono nel nostro smartphone

Quando un ospite arriva all’ingresso principale del palazzo e inserisce il numero di un determinato appartamento, il sistema Comelit invia un messaggio push all’app mobile Salto KS. Questa notifica è leggibile sull’app dello smartphone o direttamente sul videocitofono ed è l’equivalente di una normale telefonata alla quale possiamo rispondere o scegliere d’ignorarla. Se rispondiamo, si attiva una comunicazione bidirezionale con il citofono Comelit e possiamo parlare direttamente con chi abbia suonato al citofono. Dall’app o dal videocitofono possiamo anche eventualmente aprire il portone. Se l’ospite non è noto, possiamo avviare uno streaming video (a seconda del tipo di citofono Comelit installato) per vedere chi abbia suonato e quindi decidere se concedergli o negargli l’accesso.

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PRODOTTIVideocitofono BTicino Classe 300X connesso Wi-Fi, controllo a distanza

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Spesso a cambiare in meglio la qualità della nostra vita sono gli oggetti più impensabili, che siamo abituati a dare per scontati, come nel caso del citofono. Il videocitofono connesso BTicino Classe 300X connesso Wi-Fi ne rivoluziona l’uso, trasformandolo in un dispositivo intelligente ricco di funzioni e sempre al nostro servizio.

L’app Door Entry

App Door Entry BTicino

Il videocitofono connesso BTicino Classe 300X connesso Wi-Fi si collega alla rete wireless domestica e ogni sua funzione può essere gestita da smartphone, grazie all’app gratuita Door Entry, disponibile per Android e iOS. La sua funzione principale è quella che ci permette di rispondere a chi ci videocitofona ovunque ci troviamo: comodamente dal divano di casa e persino se ci troviamo dall’altra parte del mondo. Tramite lo smartphone e la app Door Entry possiamo quindi vedere chi si trova in quel momento davanti al portone del nostro appartamento e parlarci. Se per esempio un corriere passa mentre non ci siamo, possiamo dirgli di lasciare il pacco a un vicino, o se un amico arriva mentre siamo fuori lo avvisiamo che possiamo raggiungerlo in pochi minuti.

Cosa troviamo nel kit

Kit Bticino Classe 300X connesso

Con il kit BTicino Classe 300X connesso Wi-Fi abbiamo tutto ciò che serve per attivare subito il nostro videocitofono intelligente. Il dispositivo integra vivavoce, teleloop, display LCD touchscreen da 7 pollici e segreteria videocitofonica, inoltre viene fornita la pulsantiera da esterni LINEA 3000, con frontale in zama, telecamera a colori grandangolare e lettore di prossimità. Ci sono anche un kit di badge colorati e due clear disc, per l’apertura della serratura. Il sistema è facile da installare e nel kit sono presenti tutte le istruzioni necessarie per usarlo subito. Il sistema è espandibile ed è compatibile con tutti i dispositivi della gamma di citofoni a due fili.

Il videocitofono BTicino vanta un look moderno ed elegante, e le sue linee essenziali e minimaliste gli permettono di adattarsi a qualsiasi tipo d’arredo. Grazie a un’elevata definizione e a colori precisi e realistici, l’ottimo display da 7 pollici permette di visualizzare nitidamente la scena ripresa. Ha finiture lucide con effetto vetro e un profilo arrotondato e metallizzato con angoli smussati, che contribuisce a minimizzare la percezione dello spessore. Le diverse funzioni sono attivabili tramite touchscreen o tasti touch sensitive con guida tattile, che permettono di facilitarne il riconoscimento anche in caso di scarsa luminosità ambientale. Il videocitofono è disponibile in finitura chiara o scura. È anche possibile personalizzare la suoneria, scegliendola tra quelle già integrate o usando un proprio file mp3.

Perché scegliere BTicino Classe 300X connesso Wi-Fi

Bticino Classe 300X connesso

Una vita più sicura, serena e tranquilla è l’obiettivo di tutti, e questo kit videocitofonico aiuta a raggiungere questo stato. Chiunque si presenti al nostro portone può colloquiare con noi anche se siamo lontani da casa. Da remoto possiamo aprire il portone al postino, e permettergli di lasciarci un’importante lettera in una cassetta postale all’interno dell’androne del palazzo. Con lo stesso sistema possiamo anche aprire la porta di casa se connessa all’impianto, e permettere a un parente o a un amico di entrare, per poterci aspettare all’interno se siamo in ritardo.

Grazie all’app, possiamo inoltre visualizzare sullo smartphone in qualsiasi momento ciò che riprende la videocamera all’esterno e, se presente, anche le immagini acquisite da una videocamera collocata all’interno dell’appartamento. In questo modo possiamo controllare la situazione esterna quando lo desideriamo.

Con la funzione di segreteria videocitofonica possiamo lasciare un messaggio, che viene ripetuto a chiunque suoni al citofono, e riguardare a casa o a distanza le immagini e l’audio di chiunque ci abbia cercato. Comodissima poi la funzione che ci permette di registrare, per esempio uscendo da casa, dei messaggi audio o testuali che possono essere ascoltati o letti da chi rientra prima di noi. Grazie all’app possiamo gestire non solo l’apertura di più porte, ma anche l’accensione di eventuali punti luci intelligenti distribuiti all’interno o all’esterno del nostro appartamento, o l’avvio dell’irrigazione del giardino. Tutto è stato curato nei minimi particolari, compresa la possibilità di scegliere lo sfondo e i colori che appaiono sul display del videocitofono.

Con il kit BTicino Classe 300X connesso Wi-Fi, guarderemo con nuovi occhi il nostro citofono.

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Agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie: per quali interventi?

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A: Interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia
Questi interventi devono essere eseguiti su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale. Non possono usufruire del beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria a meno che siano parte di un intervento più ampio di ristrutturazione.

Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare e integrare servizi igienico/sanitari e tecnologici. Non devono, però, modificare la volumetria complessiva degli edifici né modificarne le destinazioni d’uso.

Agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie

Esempi di manutenzione straordinaria:

installazione di ascensori e scale di sicurezza;
realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;
sostituzione d’infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia d’infisso;
rifacimento di scale e rampe;
interventi finalizzati al risparmio energetico;
recinzione dell’area privata:
costruzione di scale interne.
Il restauro e il risanamento conservativo comprende interventi per la conservazione immobiliare e per assicurarne la funzionalità tramite opere che ne consentono destinazioni d’uso con essa compatibili.

Esempi d’interventi di restauro e risanamento conservativo:

interventi per eliminare e preservare situazioni di degrado;
adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti:
apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli per trasformare un fabbricato mediante opere che portino a ottenere un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

Esempi di ristrutturazione edilizia:

demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente;
modifica della facciata;
realizzazione di una mansarda o di un balcone;
trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;
apertura di nuove porte e finestre;
costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
Per gli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”
se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento è ritenuto una “nuova costruzione”.
Agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie3

B: Interventi per eventi calamitosi
Sono considerati tali gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza per l’area in questione.

C: Lavori finalizzati
È possibile richiedere la detrazione per alcuni lavori finalizzati:

lavori finalizzati all’eliminazione di barriere architettoniche e che riguardano ascensori e montacarichi come, per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione;
lavori finalizzati alla realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, favoriscano la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.
La detrazione si ha unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese relative all’acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Per esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer e le tastiere espanse. Comunque, questi beni sono ritenuti sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.

D: Interventi per l’adozione di misure per prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.
Per “atti illeciti” si intendono quelli punibili penalmente (per esempio furto, aggressione, sequestro di persona). In questi casi, la detrazione è applicabile solo alle spese sostenute per realizzare gli interventi sugli immobili. Per esempio, non rientra nell’agevolazione un contratto stipulato con un istituto di vigilanza.

Esempi d’interventi:

rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
porte blindate o rinforzate;
apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
apposizione di saracinesche;
tapparelle metalliche con bloccaggi;
vetri antisfondamento;
casseforti a muro;
fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.
E: Interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.
Sono oggetto di detrazioni fiscali anche gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

F: Interventi per il risparmio energetico.
Gli interventi per il risparmio energetico hanno particolare rilevanza quando riguardano impianti basati sull’impiego di fonti energetiche rinnovabili. Per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, tramite fonti di energia rinnovabili. Per usufruire della detrazione è necessario che l’impianto sia usato per i bisogni energetici dell’abitazione, cioè per usi domestici, d’illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici e così via.

G: Interventi per l’adozione di misure antisismiche
Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche hanno particolare rilevanza quando riguardano l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Queste opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici e devono comprendere l’intero edificio. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti seguendo progetti unitari e non singole unità immobiliari, Inoltre, sono agevolate anche le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria per comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio e la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione. È da tenere bene a mente, inoltre, che per le spese di misure antisismiche, sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85% e usufruibili fino al 31 dicembre 2021.

Agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie

H. Interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare infortuni domestici.
Gli interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare infortuni domestici non danno diritto alla detrazione, nel caso di acquisto, anche per sostituzione di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto non integrano un intervento sugli immobili. Per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas. L’agevolazione si ha, invece, anche per la semplice riparazione d’impianti insicuri realizzati su immobili come, per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante.

Tra le opere che garantiscono l’agevolazione ci sono:

l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti;
il montaggio di vetri anti-infortunio;
l’installazione di corrimano.
Altre spese ammesse all’agevolazione
Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:

le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
le spese per l’acquisto dei materiali;
il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori;
gli oneri di urbanizzazione;
gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
Non si possono detrarre, invece, le spese di trasloco e di custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

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Legrand e Bticino al Rai di Amsterdam

Unknown 3 - materiale online
Interoperabilità, smart home, home automation, soluzioni audio/video sono i quattro temi su cui ruoterà la presenza di gruppo legrand e di bticino (Hall 2, C50) all’ise2019, di scena dal 5 all’8 febbraio al RAI di Amsterdam.

Living Now google assistant - materiale onlineUna prima area sarà dedicata al programma internazionale Works with Legrand, il progetto che sviluppa l’interoperabilità tra prodotti connessi del gruppo e soluzioni e servizi di terze parti, permettendo all’ecosistema Legrand di essere compatibile con i principali player globali del settore dell’IoT, come Google, Apple, Samsung e Amazon.

La seconda area è dedicata Living Now with Netatmo, la linea che si installa come un’infrastruttura elettrica tradizionale ma che è concepita per nuove esperienze d’uso.

Living Now comando generale - materiale onlineLiving Now, la linea civile che esprime i valori riconosciuti del design italiano, ha decisamente segnato di recente il mercato elettrico nazionale e ora è pronta a presentarsi al vasto pubblico internazionale.

 

 

 

 

Il nuovissimo comando con assistente vocale integrato Living Now di BTicino è il primo al mondo nella sua categoria, presentato, in anteprima mondiale, al Ces2019 di Las Vegas e premiato con il prestigioso CES Innovation Award 2019 per la categoria Smart Home.

Living Now voice control Alexa - materiale onlineEquipaggiato con tecnologia Alexa, è parte integrante dell’infrastruttura elettrica della casa. Grazie alla sua estrema sensibilità è in grado di percepire i suoni anche a grande distanza e di attivare le funzioni connesse, luci, tapparelle ed energia.

La terza area è dedicata alla Home Automation e alla tecnologia domotica.

 

HOMETOUCH ambientato - materiale onlineInfine, una quarta area è caratterizzata da una panoramica generale di tutte le applicazioni audio/video del mondo Legrand e BTicino, con particolare accento sulla videocitofonia connessa.

Il Gruppo Legrand sarà presente anche attraverso alcune delle più note marche attive nel mondo della System Integration: Vantage, Nuvo, Qmotion, Luxul.

 

 

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Gewiss propone Esalite, nuova gamma di proiettori led

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Tecnologia, perfomance eccezionali e design: queste in tre parole le caratteristiche principali di ESALITE, la nuova gamma di proiettori LED per indoor e outdoor proposta da Gewiss, pensata soprattutto per grandi aree, che garantisce in qualsiasi condizione applicativa prestazioni al top.

La serie si fa notare per la forma esagonale, che trasmette un’idea di regolarità, unita ad una modularità componibile. ESALITE è infatti disponibile in una vasta gamma di modelli, tutti dotati di controllo della luminosità DALI (Digital Addressable Lighting Interface): dai proiettori high bay a uso industriale, agli apparecchi per la proiezione architetturale, fino ai dispositivi per l’illuminazione perimetrale.

Le soluzioni ESALITE sono particolarmente adatte per installazioni in interni nelle aree industriali di stoccaggio, movimentazione merci, magazzini interni e hangar di aeroporti; negli esternipossono essere utilizzate nei grandi parchi, giardini, aree verdi, vialetti e camminamenti, con preferenza in questo caso per la finitura metallizzata Blue Green, esclusiva GEWISS. Si tratta di proiettore architetturale nelle versioni da 3K a 20K che grazie al suo colore riesce a mimetizzarsi con armonia negli ambienti esterni.Unknown 2 - materiale online

I proiettori ESALITE vantano alta resistenza a polveri e umidità (IP66) e sono molto robusti, possono dunque essere utilizzati con successo anche negli ambienti industriali nei quali queste caratteristiche sono fondamentali.

 

I proiettori ESALITE si caratterizzano anche per l’elevato lifetime (superiore alle 100.000 h), garantito dal design termico e meccanico. La struttura, completamente in alluminio pressofuso, assicura le migliori performance grazie a specifici test di dimensionamento termico. Il dissipatore di calore passivo a bassissimo tenore di rame garantisce la corretta dispersione del calore e un preciso funzionamento dei diodi, offrendo così alte prestazioni qualitative e quantitative.

 

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